Pastýřský list ke světovému dni prarodičů a seniorů 2025 (114.64 kB)
per domenica 27 luglio 2025
Care sorelle e cari fratelli,
oggi viviamo per la quinta volta la Giornata dei nonni e degli anziani. Papa Francesco ha scelto per questo giorno una citazione dal libro di Siracide (14,2): “Beato colui che non ha perso la speranza.” Non dovrebbe stupirci, poiché stiamo vivendo tutto l'Anno Santo come pellegrini di speranza. Il Santo Padre ci invita a riflettere su come la presenza dei nonni e degli anziani possa diventare un segno di speranza in ogni famiglia e nella comunità ecclesiale. Quale strada porta a questo, quando oggi la generazione più anziana è spesso trascurata?
Nella prima lettura abbiamo ascoltato un passaggio dalla conversazione tra Abramo e il Signore, che precedette la distruzione delle città di Sodoma e Gomorra. Queste città hanno perso la speranza, poiché il peccato dei loro abitanti era molto grande, avevano scambiato i valori veri con quelli falsi. L'esperienza dei nonni e l'età anziana hanno una grande missione: mostrare e trasmettere ai più giovani i veri valori della vita. Non è un compito facile, quando consideriamo quale idea di vita significativa prevalga – spesso legata al culto della giovinezza eterna e delle massime prestazioni. Se anche la generazione più anziana di cristiani condividesse questa idea, allora i valori della vita sarebbero offuscati. Come si potrebbe quindi confrontare una persona anziana con il calo delle forze, con le ripetute notizie di persone care che se ne vanno, come potrebbe superare il ritorno di un sentimento di inutilità
e solitudine, che deriva dal ritmo veloce e dallo stile del mondo circostante? Chi costruisce la propria vita su valori cristiani non perde la speranza.
Nel Vangelo di oggi abbiamo ascoltato una parola importante sulla speranza. I discepoli percepivano che la sorgente della speranza di Gesù era proprio la preghiera. Pertanto, uno dei suoi discepoli gli ha detto: “Signore, insegnaci a pregare, come anche Giovanni ha insegnato ai suoi discepoli.” Dopo che Gesù ha pronunziato la preghiera del Padre Nostro, racconta la storia di come un uomo ha aiutato il suo amico “importuno”. Questa storia è una grande testimonianza sulla risoluzione di situazioni difficili. Quante storie simili sulle situazioni della vita potete raccontare voi, nonni e anziani, ai vostri figli e nipoti? Per favore, cercate un modo per trasmettere loro questa esperienza di fede! E voi, figli e figlie, nipoti e nipoti, create uno spazio per ascoltare i vostri genitori e nonni. Di certo ascolterete che anche loro hanno affrontato prove e insicurezze, non sapevano come affrontare diverse situazioni, ma non si sono scoraggiati, perché potevano vivere la loro vita con il sostegno che Dio dà. Così, nel mezzo delle loro vite, non hanno perso la speranza, ma al contrario, sono cresciuti in essa. Nel Vangelo ci sono risuonate parole famose: “Chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto.” Queste parole non testimoniano solo la diligenza e la perseveranza umana, ma prima di tutto il fatto che possiamo avvicinarci a Dio con fiducia come a un Padre.
La fondatrice e presidentessa dell'associazione cattolica dei nonni, Catherine Wiley, ha detto una volta: “Il mondo di oggi non è né peggiore né migliore di quello che era il nostro. È completamente diverso. Il nostro compito è vivere in esso con i nostri figli e testimoniare la nostra fede con il nostro atteggiamento nelle situazioni quotidiane.”
Nella bolla per l'Anno Giubilare, Papa Francesco scrive che la speranza nasce dall'amore. Decidiamo che in questo giorno dei nonni e degli anziani ci mostreremo amore reciproco, che porterà anche a noi una speranza che non delude. Vi ringraziamo per questo atteggiamento.
In comunione nella preghiera e con la benedizione
I vostri vescovi cechi e moravi
